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inefficienza

Come individuare i nemici del profitto

By Carlo Bonarrigo

Il successo non è una magia, per realizzarlo non ci vuole una bacchetta magica: ci vogliono delle idee. Ma queste da sole non bastano: vanno prima focalizzate, e poi trasformate in realtà (e quindi in profitto).

In questo articolo troverai alcuni dei principali nemici del profitto e come affrontarli per migliorare la redditività della tua azienda.

Cos’è il profitto

Il profitto è il risultato economico positivo che un’azienda ottiene quando le entrate totali superano i costi totali in un anno di attività. Parlando in termini più concreti e meno teorici, è ciò che rimane all’imprenditore dopo aver pagato tutte le spese legate alla gestione generale, compresi i costi figurativi (ovvero i costi che in certi anni non si palesano nei documenti contabili ma che comportano comunque un utilizzo di beni e risorse dell’azienda). 

Profitto

Il profitto è l’obiettivo di una qualsiasi organizzazione economica. Per raggiungerlo abbiamo un’amica (la focalizzazione, che analizzeremo nel prossimo paragrafo) e dei nemici (che analizzeremo, nel dettaglio, nella parte finale dell’articolo). 

Come trasformare un’idea in profitto attraverso la focalizzazione  

Molti imprenditori, nelle fasi che precedendo la vera e propria creazione di un’azienda, si bloccano a una semplice domanda: come te la immagini? Questo accade perché l’immaginazione è relegata in una parte del nostro cervello che spesso non viene usata per anni, e pertanto si atrofizza. Bisogna dunque allenarla per rimetterla in funzione. 

Senza idee non si va da nessuna parte: eppure le idee, da sole, non bastano.

Le idee sono una base di partenza imprescindibile, ma bisogna saperle focalizzare. Cosa intendiamo per focalizzarle? Metterle progressivamente a fuoco, fino a renderle talmente nitide da diventare realtà. Possiamo sintetizzare tutto con una Semplice formula: I x N = R

Immaginazione per Nitidezza uguale a Realtà. 

Tutto il tempo e l’energia che dedicherete a rendere nitide le idee per renderle reali, sarà tutto tempo ed energia che risparmierete facendo meno errori” 

focus target

Focalizzare l’obiettivo 

Focalizzare le nostre idee presuppone anche focalizzare i nostri obiettivi. E per obiettivi non intendiamo le favole, ma i veri obiettivi che stanno dietro la creazione di un’azienda, in primis quelli economici. La filosofia si fa a pancia piena: senza profitti (e quindi senza denaro) non si può raggiungere nessuno dei nobili obiettivi che abbiamo in mente. Prima di tutto, dobbiamo pensare a fatturare, per rendere la nostra azienda una macchina da reddito e non un “tunnel di problemi”. 

I nemici del profitto 

Dopo aver visto cos’è il profitto e quali sono tutte le azioni positive che predispongono il terreno per la creazione dello stesso, andiamo invece a vedere la situazione dalla parte opposta, analizzando quali sono tutte le situazioni che possono mettere in pericolo il raggiungimento dei fini economici della nostra azienda. 

Nemico nº1: i conti 

Abbiamo visto come, per fondare un’azienda, sia fondamentale avere delle idee nitide. Ma ovviamente, un imprenditore non si può avvalere solo delle sue idee per tenere le redini dell’azienda. Per rendere le idee realtà deve possedere delle ottime competenze tecniche e commerciali, ma anche (e soprattutto) delle competenze contabili

conti

Se volete essere degli imprenditori di successo, quindi, dovete fare pace con un’idea: non smetterete mai di fare i conti (e no, non potete delegarli a qualcun altro). Infatti, per quanto la figura del consulente fiscale sia importante, da sola non è abbastanza: esso non fa altro che fornirci dei dati aggregati e poco leggibili a cui avremo accesso troppo tardi, quando il danno sarà già fatto. Gran parte del lavoro dovrete farla voi. 

Nemico nº2: il primo margine

Il primo indicatore che ci viene in aiuto per giudicare la “salute” della nostra azienda è il primo margine. Esso è un valore che deriva dalla differenza tra costi delle materie prime, o costi del venduto e i ricavi dai prezzi di vendita. Se abbiamo un primo margine basso significa che, già in partenza, la nostra azienda non sarà mai una macchina di reddito. 

break even point

Infatti, se il primo margine è basso, significa che ci troviamo in un mercato dove la concorrenza è molto forte e dove il prezzo è il solo argomento di vendita. Questo vuol dire che ci siamo buttati in un oceano di squali che si mordono tra loro e in cui, molto probabilmente, essendo i nuovi arrivati ed essendo ancora  “piccoli”, i più svantaggiati siamo proprio noi. In parole povere, la nostra azienda avrà vita breve. 

 Nemico nº3: l’inefficienza 

Un’azienda può dirsi efficiente quando si raggiunge un punto di equilibrio tra i costi di realizzazione di un prodotto e il profitto che se ne ricava. Nel concreto, i costi di produzione devono essere abbastanza bassi da generare profitto, ma allo stesso tempo non così bassi da inficiare la qualità del prodotto. 

Per raggiungere un tale grado di efficienza, la nostra azienda deve essere adeguatamente organizzata in ogni singola fase del processo di produzione: questo vuol dire ridurre al minimo gli sprechi di denaro, tempo, materie prime e manodopera.

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Potremmo trovare miliardi di modi assurdi per accelerare la produzione, ad esempio investendo in tecnologie all’avanguardia, dimenticandoci che, spesso, la soluzione ai nostri problemi è più semplice del previsto e ce l’abbiamo proprio sotto il naso, siamo noi a non vederla.
Ad esempio, ci credereste se vi dicessi che per accelerare la produzione basta ricorrere alla filosofia giapponese? Questo metodo si chiama lean thinking (Sistema di Produzione Snella) e mira a incrementare l’efficienza produttiva attraverso la ricerca ossessiva degli sprechi (MUDA) e la responsabilizzazione delle persone che lavorano in azienda. Le linee di azione sono molto semplici: ridisegnare i layout delle aree produttive e dei magazzini, ridurre i percorsi e i tempi di attraversamento, ridurre le scorte… Con questi piccoli accorgimenti potremmo eliminare le principali fonti di inefficienza della nostra azienda senza dover necessariamente pensare ad assurdi investimenti in macchinari o in ampliamento del personale.